Robotica 4.0: quale futuro per imprese e lavoratori?

Il Fatto quotidiano, 2 maggio 2018

Come descritto nel precedente contributo è evidente che la tecnologia può avere un forte impatto sul mondo del lavoro ed infatti uno studio del McKinsey Global Institute rivela che il 5% dei lavori scompariranno, perché totalmente robotizzati. iCub, per esempio, è un giovanissimo robot italiano, risiede a Genova ed è l’umanoide più completo esistente. Al momento è solo un bambino, ma arrivato all’età matura potrebbe essere il responsabile della perdita di 3 milioni di posti di lavoro in Italia e non solo.
L’impatto che avranno le nuove tecnologie su imprese e lavoratori non sarà indolore.
Lo sviluppo tecnologico non può di certo essere fermato, ma può essere governato. Il problema innanzi al quale ci troviamo riguarda infatti la legislazione dello Stato, il quale su tematiche importanti quali il rispetto della dignità umana si rivela sempre più ‘neutrale’.
La scienza tuttavia non è mai stata ‘neutrale’ ed i suoi risultati dipendono, unicamente, da come viene impiegata dalle persone, dalle finalità perseguite e dai bisogni a cui cerca di dare risposta. In atre parole, dall’uso che ne fa l’uomo.
L’obiettivo, allora, dovrebbe essere quello di cavalcare il progresso tecnologico e indirizzarlo verso gli obiettivi più ‘alti’, mettendo ‘la persona’ al centro e legiferare di conseguenza.
Purtroppo il legislatore non dimostra questa sensibilità e l’essere umano, anziché essere messo al centro, è relegato ai margini rispetto, per esempio, ad altri elementi, in primis il profitto. Ma senza una corretta disciplina normativa sull’uso delle macchine e della robotica, questi possono essere una sventura.
La preoccupante neutralità odierna dello Stato su tematiche che riguardano la persona, porta con sé il pericolo di un’assenza normativa che disciplini ed orienti la robotica e l’essere umano sarà equiparato, o addirittura coinciderà, con la macchina e come il ‘Leviatano’ di Hobbes alla creazione di “cittadini-sudditi” che devono rinunciare ad esercitare i diritti collegati alle proprie libertà individuali per vivere in pace.
Thomas Hobbes paragonò la forza del Leviatano col potere assoluto dello Stato ed infatti nel suo celebre trattato di filosofia politica omonimo egli paragona il potere dello Stato alla devastante forza della creatura del mare, necessaria al mantenimento della pace e dell'ordine.
Il caso dei braccialetti di Amazon porta con sé un’immagine emblematica ed inquietante che richiama alla mente proprio il Leviatano di Hobbes.
La macchina non è neutra e, di conseguenza, lo Stato non può essere neutro rispetto ai valori coinvolti dall’utilizzo dello strumento tecnico. Il rischio, senza un intervento a tutela della persona, sarà creare un uomo disperato e per questo facilmente manipolabile. È un tema che riguarda tutti, nessuno è escluso.
Tale tema non deve essere lasciato alla regolamentazione del mercato e del lassaiz faire. Da un lato, si deve, sì, consentire il progresso ma, dall’altro, è necessario pensare a come tutelare e valorizzare la persona in quanto tale.
È lontana l’epoca in cui lo Stato promulgava leggi a favore del rispetto della dignità della persona, periodo oggi da molti liquidato come retaggio di un’epoca ormai passata e superata. Alcuni baluardi di quel periodo sono caduti o scricchiolano vistosamente (artt. 18 e 4 St. lav.).
Siamo di fronte all’«abbassamento della guardia del diritto del lavoro» contro le nuove forme di sfruttamento, in particolare le nuove forme di controllo dell’impresa sul lavoratore o addirittura l’elusione dei minimi contrattuali.
Urge una nuova rinascita, un risveglio delle coscienze che prenda consapevolezza del fatto che ci troviamo di fronte a nuove problematiche, per affrontare le quali non basta invocare un generico diritto alla privacy. Il vuoto da colmare è enorme.
In assenza di uno Stato che non legifera più norme a favore della persona, altri operatori del diritto, e non solo, sono chiamati a fare la loro parte: magistrati, avvocati, Corte Europea Diritti dell'Uomo ma anche i cittadini, tutti devono trovare nuovi strumenti di resistenza e chiedere con forza la tutela ed il rispetto della propria dignità di persone, pena – dopo essere passati da cittadini a consumatori – passare da consumatori ad automi.